Dov’erano i cattolici, mentre la rivoluzione divorava la legge naturale e le leggi divine? A parte esigue eccezioni in campo ecclesiastico, fra i laici che hanno denunciato e lottato contro il modernismo nella Chiesa e la secolarizzazione in Occidente figura senza dubbio il Centro Culturale Lepanto. A proporne la storia è Tommaso Monfeli col volume Cattolici senza compromessi. Il Centro Culturale Lepanto (1982-2006), in cui si evidenzia come già 38 anni fa tale sodalizio abbia denunciato gli errori che poi condussero alla devastazione attuale.

Per un quarto di secolo il Centro Culturale Lepanto, fondato dal Prof. Roberto de Mattei il 16 aprile 1982, ha svolto un’egregia attività culturale e militante in un tempo in cui i media rilanciavano il «pensiero unico» e chi si ponesse al di fuori del conformismo veniva emarginato rispetto al dibattito culturale, politico, filosofico e teologico in corso. Le battaglie del Centro Culturale Lepanto hanno rappresentato per anni l’unica voce di autentica resistenza cattolica laica.

Il che gli valse l’ostracismo da parte degli ambienti cattolici “ufficiali”. Il silenzio venne spezzato con inserzioni a pagamento sui giornali, col volantinaggio, con conferenze e convegni, con la pubblicazione di articoli e libri: «I suoi componenti – scrive l’autore – erano un gruppo di giovani, che avevano costituito la “croce di Roma di Alleanza Cattolica”, ma che nell’aprile del 1981 avevano cessato di far parte dell’associazione a causa della loro divergenza di giudizio sul referendum “minimale” di abrogazione della legge 194 sull’aborto proposto dal Movimento per la Vita, al quale Alleanza Cattolica aveva dato la sua adesione» (p. 11).

Si è dato così vita ad un’azione instancabile per individuare e diagnosticare i problemi e proporre i valori della Tradizione come soluzione per il rinsavimento e il ritorno alla realtà, una battaglia ereditata oggi da Fondazione Lepanto, associazione internazionale nata a Washington per volere dello storico de Mattei, con sede a Roma, e che continua ad avere per scopo la difesa dei principi e delle istituzioni della Civiltà cristiana nei campi civico e culturale.

La lotta anticomunista del Centro Culturale Lepanto ebbe inizio dopo l’incredibile, pubblica e calorosa accoglienza che riservarono i Frati Minori della Basilica di San Francesco ad Enrico Berlinguer (1922-1984), segretario del Partito Comunista Italiano: ad Assisi, quell’8 ottobre 1983, si avviò mediaticamente parlando l’intesa appassionata tra cattolici e comunisti. Seguirono la denuncia, tra l’altro, degli inganni del trattato di Maastricht, della minaccia dell’islam e dell’ideologia Lgbt, divenuta ormai legge in molti Stati. Alcuni protagonisti di quelle formidabili campagne, battaglie che possono essere meglio conosciute leggendo il libro di Monfeli, come la principessa Elvina Pallavicini (1914-2004) e il marchese Luigi Coda Nunziante (1930-2015), sono già presso Colui per il quale hanno combattuto, mentre altri proseguono sulla via della fedeltà, consci che, come si legge nelle Sacre Scritture, «Militia est vita hominis super terram» (Gb 7, 1).