Radici Cristiane

Diretto da Roberto de Mattei

Mont-Saint-Michel e la Vandea: due luoghi dello spirito

Un viaggio in Francia, merita la visita della Vandea militare e dell’abbazia di Mont-Saint-Michel, baluardi storici e spirituali dell’Occidente.

In questo numero di Radici Cristiane dedichiamo due ampi servizi rispettivamente all’abbazia di Mont-Saint-Michel, in Normandia, e alle guerre della Vandea militare, un ampio territorio situato nella Francia Occidentale, sulla costa atlantica, che durante la Rivoluzione francese vide la rivolta della popolazione contro il potere giacobino. Esiste un legame, non solo geografico, ma spirituale, tra queste insorgenze e l’antica abbazia medioevale?

Mont-Saint-Michel è un’isola-santuario che sta celebrando i mille anni di storia. Il suo punto più elevato è rappresentato da una statua di san Michele posta sulla sommità dell’abbazia, a 170 metri di altezza, visibile in lontananza dal mare. Ancora oggi questo luogo raccoglie visitatori e pellegrini da tutto il mondo. Nel Medioevo, un lungo cammino di circa 2.500 chilometri univa i tre grandi santuari “micaelici”: Mont-Saint-Michel in Normandia, la Sacra di San Michele sulla vetta del monte Pirchiriano, all’imbocco della val di Susa e la Grotta di Monte Sant’Angelo in Puglia.

Innumerevoli basiliche, chiese, santuari, cappelle, quadri e sculture esprimono ancora oggi il culto bimillenario del popolo cristiano verso san Michele, guerriero dell’Altissimo e zelatore della gloria del Signore.

Leone XII compose una preghiera al grande difensore del popolo cristiano, in cui si recita: “Atterra l’eresia, stermina gli scismi e confondi e confondi l’incredulità che li minacciano da tutte le parti. Moltiplica le tue vittorie sui mostri infernali che vogliono distruggere la nostra santa Fede. Fai, alla loro vergogna, che la Chiesa di Gesù Cristo dilati sempre di più il suo seno per accogliervi nuovi credenti, ammettervi dei regni interi e nuove nazioni, affinché Essa possa popolare il Cielo di Anime elette per la più grande gloria del Divin Redentore a cui tu stesso devi i tuoi trionfi, i tuoi meriti e la tua eterna felicità. Così sia”.

L’Arcangelo Michele è il protettore della Chiesa, ma anche della Civiltà cristiana, di cui incarna lo spirito combattivo. Egli fu la prima creatura che si levò in difesa della gloria di Dio e a lui il Signore riservò l’onore di sconfiggere Satana e gli angeli ribelli.

Quando i diritti di Dio e della Chiesa furono calpestati dalla Rivoluzione francese e il 21 gennaio 1793 il Re Luigi XVI venne ghigliottinato, alcune regioni della Francia insorsero in armi. La Vandea, che pagò il maggior sacrificio di vite umane, diede il nome a questa rivolta per ristabilire l’ordine politico e religioso sovvertito. La reazione giacobina fu brutale e costituì il primo genocidio della storia moderna, documentato dallo storico francese Reynald Secher nel suo libro Il genocidio vandeano. Il seme dell’odio (Effedieffe 1989). L’obiettivo della Rivoluzione era quello di sterminare la popolazione vandeana, comprese donne e bambini. Le cosiddette “noyades” di Nantes, tra il novembre del 1793 e il febbraio 1794, superarono in ferocia gli annegamenti collettivi dei “nemici della Repubblica” organizzati dal commissario della Convenzione Jean-Baptiste Carrier (1756-1794), il “boia di Lione”. A Carrier successe come principale carnefice rivoluzionario il generale Louis-Marie Turreau (1756-1816), comandante delle “colonne infernali”, che avevano la missione di far tabula rasa in Vandea. Il 21 gennaio 1794 Turreau diede avvio al progetto diramando quest’ordine ai suoi uomini: “Tutti i briganti che saranno trovati armi alla mano, o rei di averle prese, saranno passati a filo di baionetta. Si agirà allo stesso modo con le donne, le ragazze e i bambini [...] Neppure le persone semplicemente sospette devono essere risparmiate. Tutti i villaggi, i borghi, le macchie e tutto quanto può essere bruciato sarà dato alle fiamme”.

Famoso per le atrocità che commise durante le Guerre di Vandea fu anche il generale François-Joseph Westermann (1751-1794), che in un messaggio al Comitato di salute pubblica di Parigi, il 23 dicembre 1793, in seguito alla battaglia di Savenay scriveva: “Cittadini repubblicani, non c’è più nessuna Vandea! È morta sotto la nostra sciabola libera, con le sue donne e i suoi bambini. L’abbiamo appena sepolta nelle paludi e nei boschi di Savenay. Secondo gli ordini che mi avete dato, ho schiacciato i bambini sotto gli zoccoli dei cavalli, e massacrato le donne che non partoriranno più briganti. Non ho un solo prigioniero da rimproverarmi. Li ho sterminati tutti... le strade sono seminate di cadaveri. Le fucilazioni continuano incessantemente”. Westermann, come Carrier, morì sulla ghigliottina, come plastico esempio del principio secondo cui “la Rivoluzione divora i suoi figli”.

Sono passati oltre due secoli, ma l’epoca della Rivoluzione non è ancora finita. Nella guerra della Cancel culture ai simboli religiosi, un forte polemica ha accompagnato, tra il 2021 e il 2023, la decisione della magistratura di rimuovere la statua di san Michele a Sables d’Olonnes, in Vandea. Dopo una forte resistenza della popolazione si è trovato un compromesso: la statua rimarrà, ma è stata spostata da un luogo pubblico allo spazio privato di una parrocchia.

In Vandea, come in tanti altri angoli d’Europa, lo spirito antico non è perduto. Lo straordinario cine-spettacolo di Puy-du Fou, che ripercorre la storia della Vandea dal Medioevo alla Seconda Guerra Mondiale, dimostra come è possibile riconquistare, con l’ausilio delle nuove tecnologie, le radici cristiane della nostra civiltà.

Un viaggio in Francia merita la visita della Vandea militare e di Mont-Saint-Michel, un promontorio che rappresenta un baluardo spirituale dell’Occidente. La memoria della Vandea ci trasmette un esempio di generosità e di eroismo, necessario per affrontare le odierne minacce all’Occidente. Il santuario di Mont-Saint-Michel ci invita a riporre la nostra la fiducia nell’aiuto di san Michele, capo delle milizie celesti, affinché incateni nell’inferno Satana e gli altri spiriti maligni che si aggirano per il mondo e ci assista nella lotta in difesa della Chiesa e della civiltà cristiana.

Lettera del Mese

Ho letto recentemente di molti intellettuali e uomini di cultura, che, una volta convertitisi, hanno molto amato la preghiera del Rosario. Mi ha particolarmente colpito la storia della poetessa Ada Negri. Ho letto che ella era solita regalare Rosari agli amici. Eppure io ho sempre pensato che il Rosario fosse una pratica più legata al mondo dei semplici che dei colti. Voi che ne pensate?...

Leggi la risposta >