In Costa d’Avorio una grande mobilitazione di fedeli ha contestato la decisione assunta dalla Diocesi di Abidjan di chiudere, dopo 65 anni di onorato servizio, la prestigiosa scuola cattolica di Saint-Paul du Plateau, da cui sono usciti anche alcuni tra i dirigenti di spicco del Paese. L’area dovrebbe ben presto trasformarsi in un immenso cantiere con finalità commerciali.

Nonostante i sit-in e le proteste, il cardinal Jean-Pierre Kutwa, arcivescovo di Abidjan, è stato irremovibile. Al posto del quotato istituto dovrebbe sorgere presto un moderno complesso immobiliare con uffici, negozi, alloggi, il Cam-Centro di accoglienza missionaria, un ristorante ed un hotel nell’ambito di un progetto paradossalmente chiamato “Padre Nostro”. In piedi resterà solo il locale Santuario, null’altro.

La scuola dovrebbe, invece, trovare una nuova sede a Faya. Gli alunni presenti e futuri avranno priorità per l’iscrizione ad altri istituti della zona, come quello delle Suore di Notre-Dame du Plateau, benché meno prestigiosi. La decisione è presa, ma i cattolici della zona non intendono arrendersi, per mantenere in loco le eccellenze cattoliche, specie quelle radicate da tempo sul territorio e conquistatesi la propria fama sul campo, senza svenderle per soldi. Un esempio da seguire.