In Canada, tra fine giugno e fine luglio, almeno 45 chiese sono state devastate dagli incendi e 17 completamente rase al suolo. È accaduto in Alberta, Colombia britannica, a Calgary, Manitoba, Nuova Scozia. L’evidenza, il fatto cioè che si siano colpiti simboli cristiani in odio a questa fede, non è bastata però, incredibilmente, a convincere le autorità federali ad avviare indagini serrate per punire i colpevoli. Li hanno considerati episodi isolati e senza alcun nesso tra loro. Secondo l’emittente Cbn, gli attacchi sarebbero stati, in realtà, opera di «attivisti di estrema sinistra» ed avrebbero avuto uno scopo intimidatorio, dissimulato con pretesti solidali nei confronti degli autoctoni.

Come riferito dall’agenzia LifeSiteNews, in un’intervista rilasciata a Tucker Carlson di Fox News, il capo di Rebel News, Ezra Levant, ha definito gli attacchi incendiari alle chiese in Canada come l’equivalente delle violenze e degli scontri inscenati da Black Lives Matter negli Stati Uniti ed ha denunciato il silenzio pressoché totale delle autorità in merito. «All’improvviso il Canada è divenuto molto somigliante all’Unione Sovietica – ha aggiunto Carlson – I gruppi di sinistra stanno esagerando. Ma i leader canadesi non condannano l’incendio delle chiese. Anzi, lo approvano».

Anche negli Stati Uniti si è verificato un caso analogo, nella contea di Parker, a nord del Texas: la chiesa del posto è diventata un rogo e, dell’edificio sacro, non è rimasta traccia. In questo caso, però, le autorità si sono mosse ed è partita la caccia a due adolescenti, visti sul posto da alcuni testimoni poco prima che le fiamme divorassero l’edificio sacro, andato completamente distrutto.