In Sudamerica, nell’ambito della cosiddetta Operazione Natus, sono state condotte indagini serrate, per smantellare una banda criminale dedita al traffico di neonati, venduti in Europa al costo di oltre 30 mila euro l’uno. Sei gli arresti effettuati, ma, di questi, due indagati sono purtroppo riusciti a fuggire prima dell’inizio delle udienze.

Nel corso dell’operazione di Polizia, effettuata in collaborazione con i servizi di sicurezza statunitensi, le forze dell’ordine sono riuscite a salvare uno dei bambini vittime del disumano traffico di esseri umani, strappandolo agli aguzzini. Il piccolo è stato quindi consegnato all’ICBF-Istituto Colombiano di Assistenza Familiare, affinché possa prendersene cura. Secondo quanto accertato dalla Procura, a capo della banda vi sarebbero stati una donna venezuelana, una ecuadoriana ed un uomo colombiano.

Pare che i malviventi registrassero irregolarmente, alla nascita, i bambini destinati al crudele mercato, per poi trasferirli in Ecuador e da lì raggiungere il Vecchio Continente. Una rete diffusa, di cui ora varrà la pena capire eventuali complicità ed agganci con strutture malavitose analoghe. Secondo le autorità colombiane, molti dei piccoli venduti potrebbero esser stati utilizzati per rituali satanici, altri sarebbero finiti invece in adozione a coppie dello stesso sesso: a darne notizia, è stato il giornale El Heraldo, citando le dichiarazioni rilasciate da uno degli arrestati. È bene a questo punto mantenere alta la guardia, poiché pare che tutto questo non rappresenti un unicum, fatti analoghi avverrebbero anche in altre parti del mondo.