In Argentina un gruppo di deputati, guidati da Francisco Sánchez, ha presentato un progetto di legge, che, se approvato, consentirebbe l’obiezione di coscienza fiscale a quanti siano contrari all’aborto per ragioni morali, etiche, religiose o scientifiche. In sostanza, la pratica abortiva attingerebbe le risorse necessarie d’ora in poi da un apposito fondo, senza più utilizzare voci di bilancio o sovvenzioni dalla Tesoreria nazionale. Il contribuente potrebbe a questo punto chiedere espressamente che i soldi versati in tasse non vadano ad alimentare tale fondo, evitando di partecipare col proprio denaro all’uccisione dei bambini in grembo. Tale testo, per molti versi innovativo, potrebbe fungere da apripista ed introdurre così la possibilità dell’obiezione fiscale all’aborto anche nelle legislazioni di altri Paesi.