Uno studio, coordinato dal prof. Benedetto Rocchi, associato presso il Dipartimento di Scienze per l’Economia e l’Impresa a Firenze, e Stefano Martinolli, dirigente medico presso l’Azienda Sanitaria Universitaria Giuliano Isontina di Trieste, per la prima volta ha fornito una stima dei costi relativi all’applicazione della legge 194 sull’aborto. L’indagine si ferma ai primi quarant’anni di applicazione della normativa, ma evidenzia come in questo arco di tempo siano stati uccisi 6 milioni di innocenti e come ancora oggi il 15% delle gravidanze finisca in un aborto volontario.

Lo studio ha evidenziato come, considerando i soli aborti fino al terzo mese, il costo medio per ciascun aborto varii tra 762 € e 1140 €. Alla fine del 2018, il costo cumulato dell’aborto nel nostro Paese ammonta, in media, a circa 5 miliardi di euro. 5 miliardi di euro per uccidere 6 milioni di innocenti. Una quantità incredibile di soldi pubblici dei contribuenti, peraltro sottostimata, utilizzati per distruggere il futuro del nostro popolo.

Questo mostra, anche a livello statistico, come la legge 194 abbia dato un impulso significativo alla cultura della morte, al punto che oramai una famiglia con figli numerosi viene vista con grande diffidenza. In tale prospettiva, appare quanto mai strano che agli Stati Generali della Natalità il 14 maggio scorso, alla presenza di Papa Francesco e del presidente del Consiglio Mario Draghi, si sia totalmente ignorato questo aspetto (di Fabio Fuiano).