Don Ariel Levi di Gualdo, autore di molti libri, tra cui La setta neocatecumenale (2019) e La Chiesa e il coronavirus (2020), pubblicati dalle edizioni L’Isola di Patmos che dirige, è noto per il suo stile caustico e provocatore, talvolta eccessivo, ma sempre mosso da amore alla Chiesa e attento a non discostarsi dal suo insegnamento. In questo libro ci propone una raccolta di riflessioni sul tema dell’islam, «una religione violenta che non può dialogare col Cristianesimo, né può assimilare i principi della democrazia e della laicità degli Stati, perché incompatibili con la sua stessa essenza».

«I nuovi colonizzatori musulmani – scrive – hanno scoperto un sistema più efficace della spada e della guerra per giungere alla conquista delle popolazioni degli infedeli: servirsi della democrazia e di quei principi intangibili della laicità degli Stati che pure rigettano, ma di cui fanno ampio uso per imporsi nei Paesi dell’Occidente. In un’Europa priva d’identità che sprezza le proprie radici cristiane in odio a sé stessa, che ha eretto a valori intangibili il diritto all’aborto e all’eutanasia, il matrimonio tra coppie dello stesso sesso e la possibilità che due uomini possano adottare bambini o acquistarli da un utero in affitto, i musulmani hanno già vinto. Perché sanno chi sono e da quali radici provengono, perché posseggono quella fierezza di appartenenza che noi europei, ubriachi di dogmi laicisti, abbiamo distrutto».

Il volume è dedicato alla memoria di Oriana Fallaci e reca, come prefazione, una profetica lettera del 29 luglio 1916 in cui il beato Charles de Foucauld, qualche mese prima di essere ucciso da predoni musulmani, previde che un giorno l’islam avrebbe scatenato la guerra santa contro l’Europa.