Ramadan “tollerante”, quello concesso ai fedeli islamici in Francia. Secondo quanto pubblicato da Le Figaro, «la direzione dipartimentale dell’Hérault avrebbe ricevuto un’informativa dal ministero dell’Interno, con cui si comunica che una certa “tolleranza venga accordata” ai “fedeli” [musulmani-NdR], che desiderino pregare al mattino, prima del termine previsto per il coprifuoco». Lo stesso dicasi alla sera. Non si tratta di una concessione isolata, poiché è stata fatta anche altrove. Prosegue, infatti, l’articolo del prestigioso quotidiano francese: «Nel Tarn le forze dell’ordine sono state incaricate dalla Prefettura di non sanzionare i musulmani circolanti» durante il coprifuoco imposto con l’emergenza Covid, né di verbalizzare eventuali «assembramenti in strada o nei pressi delle moschee» o ancora «consegne di cibo ad amici e familiari». Indicazioni analoghe anche nel dipartimento della Gironda. Una disponibilità al «deconfinamento», che si scontra col pugno duro viceversa utilizzato nei confronti dei cattolici per l’intero periodo della Quaresima, quando non furono ammesse né concessioni, né deroghe alle norme previste.

Stesso copione in Spagna, dove il presidente della Città autonoma di Melilla, Eduardo de Castro, su richiesta della locale Commissione islamica, ha fatto ampie concessioni circa il coprifuoco sia per gli spostamenti che per gli assembramenti, affinché i musulmani, durante il Ramadan, potessero riunirsi in preghiera nelle moschee. È lo stesso presidente, che viceversa a febbraio decretò la chiusura domenicale delle chiese dalle otto del mattino sino a mezzanotte, per “contenere” la pandemia, nonostante le proteste del Vicariato episcopale.