In un’intervista pubblicata sul settimanale L’Express il ministro francese per la cittadinanza, Marlène Schiappa (nella foto, su licenza Creative Commons), ha sollevato il caso dei 2,5 milioni di finanziamento inviati dalla giunta municipale di Strasburgo all’associazione islamica Millî Görűs, evocando pericolose prossimità ideologiche tra il sindaco, Jeanne Barseghian, esponente della lista EELV-Europa Ecologia I Verdi, e l’islam politico.

Il contributo, destinato alla costruzione di un grande centro religioso comprendente la moschea, è permesso dalla legge francese, che non applica il principio di «laïcité» in tre dipartimenti della regione del Grande Est, di cui Strasburgo è capoluogo. Ciò detto, va anche aggiunto che l’associazione Millî Görűs si trova attualmente nel mirino del ministero dell’Interno francese, per il fatto d’essersi rifiutata di firmare la Carta sul rispetto dei valori della Repubblica e del principio di laicità (con annessi appositi corsi di formazione), imposta a tutti i soggetti morali pubblici e privati, specialmente se beneficiari di fondi pubblici.

E c’è un precedente: i soldi dati dal sindaco di Grenoble, Eric Piolle, pure dell’EELV¸ al CCIF-Collettivo contro l’islamofobia in Francia, sorto nel 2003 e disciolto l’anno scorso con apposito decreto del consiglio dei ministri, poiché ritenuto dal ministro dell’Interno, Gérald Darmanin, «un’officina islamista operante contro la Repubblica».