La Virginia è il primo stato sudista degli Stati Uniti (ed il 23mo dell’Unione) ad abolire la pena di morte. Il Senato locale ha approvato la misura con una maggioranza di 21 a 17, mentre la Camera ha approvato con una maggioranza di 57 a 41. Il governatore democratico Ralph Northam ha subito annunciato la firma del relativo progetto di legge. Non ci saranno più esecuzioni a partire da luglio, mentre le sentenze capitali già pronunciate verranno commutate in pene all’ergastolo.

Commentando l’abolizione della pena di morte al Senato, il governatore ha detto che «questa pratica è fondamentalmente iniqua. È disumana. È inefficace. E sappiamo che, in alcuni casi, di persone condannate alla pena capitale si è poi provata l’innocenza». Ma non è questo governatore Northam, di professione pediatra neurologo, quello stesso che, due anni fa, in un’intervista radiofonica, disse: «Aborti nel terzo trimestre sono eseguiti quando possono esistere severe deformità. Quando una madre ha le doglie, l’infante viene partorito e tenuto in uno stato confortevole. L’infante viene poi resuscitato se questo è il desiderio della madre e della sua famiglia. E quindi segue una conversazione fra madre e medici».

Comunque si voglia rigirare la frittata, le parole del governatore non lasciano adito a dubbi: una volta partorito (quindi non si tratta neanche più di aborto), le sorti dell’infante, cioè se permettergli di vivere o lasciarlo morire, sono decise da un’amabile chiacchierata fra madre e medici. In parole povere, se si confrontano le due dichiarazioni del governatore Northam, da un lato ci sono iniquità e disumanità della pena capitale, mentre la possibilità di non prestare cure ad un infante partorito non sarebbe evidentemente né iniqua né disumana; e dall’altro c’è l’orrore per l’esecuzione di un condannato presuntivamente colpevole, ma poi trovato innocente, mentre l’infante senz’altro innocente può essere lasciato morire senza suscitare alcun orrore.

Non a caso in Virginia dal 1976 sono state eseguite 111 pene capitali; nello stesso periodo gli aborti sono stati circa 4 milioni ovvero 40 mila per ogni esecuzione.