In Spagna, la Camera dei Contenziosi Amministrativi della Corte Suprema ha dichiarato “di pubblica utilità” l’associazione Derecho a Morir Dignamente, favorevole all’eutanasia, ritenendo incredibilmente che la sua attività non violi, anzi soddisfi il diritto fondamentale alla vita previsto dall’art. 15 della Costituzione. La Corte ha pertanto respinto il ricorso presentato dall’Associazione degli Avvocati Cristiani contro la sentenza emessa in merito dal Tribunale nazionale il 5 giugno 2019. Secondo la Corte Suprema spagnola non sussisterebbe alcun «dovere di vivere», anzi «la sfera delle libertà individuali» autorizzerebbe di per sé a decidere di farla finita come e quando si voglia. Sconcertante.

Tutto ciò prepara scenari come quello lamentato tre mesi fa in Olanda dall’emittente RT: qui i pazienti affetti da forme di grave demenza possono ora essere sedati, prima di esser sottoposti ad eutanasia, nel caso si ritenga che la prospettiva di una morte imminente e indotta possa comprensibilmente renderli «agitati o aggressivi». Secondo quanto stabilito infatti dal nuovo codice medico, messo a punto da un apposito Comitato di revisione dell’eutanasia, in caso di demenza avanzata, «non è necessario che il curante sia d’accordo col curato su quando e come l’eutanasia debba essere somministrata». Una sentenza di morte a tutti gli effetti.