È tutto un programma, già nel nome: giardino Laudato si’. È stato inaugurato a Rosolina, provincia di Rovigo, per iniziativa del card. Peter Kodwo Appiah Turkson, Prefetto del Dicastero per il Servizio dello Sviluppo Umano Integrale. Al centro del progetto vi sono i soliti mantra da panteismo universale ovvero Madre Terra, ecosistema e biodiversità. Su Gesù Cristo, ovviamente, nemmeno una parola.

Anche qui, immancabile, l’inaugurazione di una nuova Living Chapel o “Cappella Vivente Laudato sì”, costruita sul modello di quella già varata lo scorso giugno presso l’Orto Botanico di Roma, in occasione della Giornata mondiale dell’Ambiente, promossa dalle Nazioni Unite e dedicata alla biodiversità. Ed anche qui alla presenza del card. Turkson. Ma un’altra Living Chapel all’aperto, con al centro un grande albero, è stata inaugurata anche nelle Filippine presso la parrocchia di Santo Niño nell’isola di Sibuyan, a Romblon, anche qui «per l’ecologia integrale» ed in unione col «movimento globale per la spiritualità ecologica», come si legge sulla rivista My Pope, sotto l’immancabile egida del Dicastero per il Servizio dello Sviluppo Umano Integrale. Addirittura qui sono stati organizzati «programmi di formazione sulla Laudato si’» e sono stati istituiti dei «ministri dell’ecologia per promuovere una spiritualità ecologica integrale in ogni famiglia».

A dispetto del nome, in realtà, della cappella e del senso del sacro, in senso cattolico, non vi è proprio nulla: nessun tabernacolo, nessun crocifisso, nessun’icona, nessun segno della nostra fede. Solo una vaga sacralizzazione della Terra, della natura, del mondo, adatta forse ad utopie panteistiche, a lanciare una sorta di surreale religione universale, non certo però ad affermare il primato di Nostro Signore Gesù Cristo, Re dell’Universo.