La condanna espressa dall’autore, il noto vaticanista Aldo Maria Valli, è senza appello, ma motivata e documentata: già dopo il primo lockdown, accanto alle sofferenze ed alle morti inflitte dalla pandemia, «alla crisi economica e sociale, abbiamo assistito alla sospensione delle abituali procedure costituzionali. L’Italia ha smesso di essere una Repubblica parlamentare e le funzioni di governo sono state esercitate attraverso le decretazioni del presidente del Consiglio (che perdurano tuttora), editti statali che hanno assunto valore quasi religioso, in cui la Salute è stata assolutizzata», ciò che l’Autore non esita a definire «una forma di “dispotismo statalista e terapeutico”, che, pur condiviso e accettato in maniera passiva dalla stragrande maggioranza dei cittadini e, colpevolmente, anche dalla Chiesa, ha generato prevaricazioni, che non possono e non devono essere dimenticate, poiché costituiscono un precedente pericoloso e preoccupante», purtroppo assecondato da un’informazione prestatasi ad alimentare la paura, anziché razionalizzarla, con inquietanti ricadute sul principio di libertà: «Chi può assicurarci che ciò non si ripeta e che lo Stato d’emergenza, sostituito allo Stato di diritto, non possa essere istituzionalizzato?».

È un libro ancora oggi di estrema e drammatica attualità… Un libro per riflettere.