L’autore de Sono stato un agente di Stalin sa di cosa parla: Walter G. Krivitsky è stato, infatti, a capo della Soviet Intelligence dell’Europa occidentale. Questo volume rappresenta una testimonianza diretta degli orrori, di cui si macchiò il regime staliniano, dei suoi abominii e delle sue ingiustizie, troppo a lungo taciuti. Ma ci fu anche chi decise di ribellarsi all’”epurazione” del partito, epurazione per la quale caddero molti funzionari sovietici, “rei” unicamente di non esser d’accordo con le decisioni impopolari assunte dal dittatore. È quanto viene narrato da Krivitsky, che spiega anche quanta ammirazione Stalin nutrisse verso Hitler, al punto da voler promuovere una politica di cooperazione con la Germania sin dai tempi della scomparsa di Lenin. Crolla così il falso mito dei due leader contrapposti. E non è la sola menzogna, questa, a cadere sotto i colpi di chi vide e visse tutto questo da vicino…