Scuola sotto attacco in Spagna. La piattaforma “Más plurales”, che riunisce diverse organizzazioni di genitori e sindacati, non solo ha manifestato dinanzi al Congresso dei deputati contro la proposta di legge Celaá sull’istruzione, ma ha anche mobilitato il popolo di Twitter a favore della libertà di educazione “Más plurales”, nel manifesto messo a punto, non usa giri di parole: la normativa, voluta dal governo socialcomunista in carica (Psoe, Podemos e “Más plurales”, in parti colare), è «faziosa, ingiusta e discriminatoria», nonché fortemente «ideologica» in quanto «elimina i diritti e le libertà individuali e collettive», «attaccando la pluralità del nostro sistema educativo, fondamentale in una società democratica».

Genitori ed associazioni intendono difendere inoltre l’insegnamento della religione contro «l’imposizione di un’ideologia laicista indegna di uno Stato non confessionale», specie in un Paese, ove tale materia viene scelta liberamente e volontariamente ogni anno da tre quarti delle famiglie spagnole.

Sempre approfittando della pandemia, l’obiettivo del governo socialcomunista, secondo “Más plurales”, è quello di far approvare il testo di legge al più presto, per imporre la scuola pubblica, azzerando quella paritaria e, con essa, anche la pluralità d’insegnamento, privando oltre tutto le famiglie della libertà di scelta educativa.