In modo silenzioso, ma già reale si sta tentando d’introdurre in Europa sistemi assolutamente inaccettabili di diffusione dell’islam. Quali il reclutamento di donne, chiamate non solo a divenire madri dei futuri mujahidin, ma anche ad essere inviate in Europa e Turchia come mogli di jihadisti provenienti dalla Siria o dall’Iraq.

È accaduto in Spagna, a Melilla ed a Mogán, dove, per questo, due jihadisti marocchini vicini ad al-Qaeda sono stati arrestati dalla Polizia su ordine della Procura e con la collaborazione dell’Europol. Avevano entrambi già scontato in patria una condanna a sei anni, in quanto membri di una cellula terroristica, smantellata nel 2012. Secondo fonti di Polizia, almeno due matrimoni “virtuali” erano già stati formalizzati: per questo venivano scelte donne vulnerabili, di scarsa cultura, manipolabili ed influenzabili. Prima che incontrassero il marito loro assegnato, venivano indottrinate e veniva loro imposto di accettare la poligamia.

L’operazione ha consentito di smantellare una rete, ch’è risultata avere ramificazioni internazionali e che si sospetta possa aver finanziato il terrorismo con l’obiettivo di formare una sorta di “califfato islamico”. Le forze dell’ordine erano sulle tracce degli jihadisti da oltre un anno.