Allarme in Francia per la crescente presenza di musulmani russi– ceceni, in particolare –, pachistani e turchi, ostili a qualsiasi tipo di integrazione e non meno temibili, in termini di radicalizzazione, di quelli maghrebini, africani e mediorientali. Non a caso è nato a Mosca il diciottenne ceceno, che ha decapitato l’insegnante della scuola di Conflans-Sainte-Honorine, a ovest di Parigi. I suoi genitori ed altri sette familiari sono stati arrestati, poiché sospettati di complicità. Non solo. In tale ottica vanno interpretati anche i violenti scontri, avvenuti sempre in Francia per diversi giorni, nel giugno scorso, tra bande di immigrati ceceni ed algerini. I disordini hanno avuto come epicentro la periferia di Digione.

Non diversa la situazione in Spagna, come prova la vicenda dell’imam arrestato a Pasajes (Guipúzcoa) lo scorso 28 ottobre per aver “reclutato” nuove leve per la jihad, ma ora accusato anche di aver finanziato una delle fazioni di Hamas, le brigate Al Kassan, cui avrebbe inviato almeno 100 mila euro.

Nei guai è finito un 44enne marocchino, Mohamed Charii, ufficialmente disoccupato, con precedenti per maltrattamenti nei confronti della moglie. Pare che si servisse di un’associazione culturale, peraltro sostenuta economicamente dal governo basco, per radicalizzare i musulmani, soprattutto i giovani, anche minorenni. Di fatto aveva trasformato quei locali in un centro di culto non riconosciuto con l’obiettivo di promuovere la jihad in Europa. L’uomo era riuscito a riscuotere anche un vasto seguito sui social