Una valanga di critiche, con flash mob e raccolta di firme online, ha accompagnato la nona edizione della mostra “Affiche”, a Cremona. Ma niente. La giunta comunale è andata avanti per la sua strada, senza dar retta a nessuno. Sino ad evento concluso ovvero sino allo scorso 11 ottobre per le strade, sino invece al 22 novembre presso la sede dell’associazione “Tapirulan”, promotrice dell’evento in collaborazione col Comune. Non a costo zero. Questo progetto è stato finanziato dall’ente locale con un contributo di mille euro, benché di questa mostra non si sia mai parlato né in Commissione Cultura, né in consiglio municipale.

Di cosa si è trattato, dunque? Di un format “culturale” espositivo “a cielo aperto” con l’affissione di 40 gigantografie, dimensioni fino a 6 metri per 3, in altrettanti spazi pubblicitari lungo 20 chilometri cittadini in prossimità di vie ad intensa percorrenza, parchi e scuole, asili compresi. La scelta dell’artista quest’anno è caduta su Nicoletta Ceccoli, illustratrice di fama internazionale, che ha presentato opere macabre o allusive di innocenze perdute, anche per gli evidenti richiami ad una sfera sessuale, che appare peraltro alquanto disturbata, tra sadomasochismo, girotondi di streghe danzanti attorno ad un giocattolo dalle sembianze demoniache, conigli o clown sgozzati da bimbe sadiche e via elencando. L’opposizione di Centrodestra ne aveva chiesto la rimozione immediata, inascoltato. In un proprio comunicato, l’associazione «Stoccafisso Cremona» ha considerato amaramente: «La giunta Galimberti deve avere qualche problema coi bambini»…