Don Luiz Carlos Lodi, noto sacerdote pro-life della Diocesi di Anápolis, in Brasile, è stato condannato a versare ad una coppia di coniugi un risarcimento di 398 mila real, pari a circa 70 mila dollari, più gli interessi, dopo aver ottenuto l’ordinanza con cui il tribunale riconosceva legittimo fermare l’assunzione di farmaci abortivi da parte della donna, in attesa di un figlio affetto da una sindrome detta di ”Body Stalk”: in pratica, si tratta di un’anomalia, che impedisce alla parete addominale di chiudersi, lasciando esposti gli organi interni, a causa del cordone ombelicale troppo corto. Il piccolo è morto due ore dopo il parto. Il sacerdote ha definito «preoccupante» la condanna inflittagli dal Tribunale Superiore di Giustizia, in quanto crea un «pessimo precedente, ha sancito la persecuzione della Chiesa cattolica». Questo episodio ufficializzerebbe, a suo avviso, il divieto di difendere la vita in nome della fede che si professa, anche quando si utilizzino mezzi legali per farlo.