È l’umanità perennemente in bilico tra mondanità ed eternità, tra dannazione e salvezza a trovar emblematica sintesi nelle vicende che hanno scosso l’Inghilterra del XVI secolo, vicende riproposte dal libro edito da Fede&Cultura col titolo Gloria e disperazione dei Tudor, libro che in realtà riunisce due romanzi di Robert Hugh Benson, il noto autore de Il padrone del mondo.

Il primo romanzo, Il trionfo del re, ambientato alla corte di Enrico VIII, narra il drammatico conflitto tra due fratelli di una famiglia aristocratica, quella dei Torridon: il primo è un monaco fedele alla Chiesa di Roma, indipendentemente dalle conseguenze; il secondo, invece, ambizioso di natura, è disposto a tutto per far carriera al servizio del potente cancelliere Thomas Cromwell. Il riscatto della nazione passa attraverso i martiri – come Thomas More ed il card. John Fisher – ed i santi. L’opera mostra la corruzione intrinseca al protestantesimo inglese, sorto per assecondare gli smodati appetiti del proprio sovrano.

Il secondo romanzo, La tragedia della regina, presenta la sfortunata e complessa vicenda di Maria Tudor, raccontata da Guy Manton, un universitario giunto al suo servizio, a corte, dopo le nozze con Filippo II di Spagna. La sovrana, incapace di comprendere il suo popolo, contrario al tentativo di ristabilire il Cattolicesimo, visse con grave disagio il fallimento del proprio matrimonio e rimase sconvolta all’idea di dover lasciare il trono a sua sorella Elisabetta, ciò che avrebbe riaperto le porte alla protestantizzazione del Paese. La regina ritrovò la propria forza solo in punto di morte: sconfitta sulla terra, conseguì la propria vittoria nell’eternità.