Un gesto di pietà: è questo che il Comune di Marsala ha compiuto lo scorso agosto, approvando a maggioranza l’istituzione di un registro dei “bambini mai nati”, definizione introdotta da un’apposita delibera in vece di quella di “prodotti abortivi”, generalmente utilizzata per i feti prima della 28ma settimana. A ciascuno di loro verranno assegnati un nome di fantasia ed un numero, con cui verranno annotati nello speciale elenco, nonché uno spazio cimiteriale con cippo per la sepoltura. 23 i sì, 3 soli i no all’iniziativa, promossa dal consigliere comunale Giusy Piccione. Il che contiene un’ottima notizia: tra i favorevoli, risultano anche alcuni consiglieri del Pd. Ciò risulta evidente, guardando i numeri: il Partito Democratico conta 5 presenze in consiglio.

Essendo soltanto 3 i contrari, è evidente come i conti non tornino. Ciò che proprio non è andato giù a Milena Gentile, esponente del Partito Democratico di Palermo e membro del Coordinamento nazionale della Conferenza delle Donne dem. Stando a quanto riportato dalla stampa, Gentile ha incredibilmente definito quanto accaduto un atto «fascista», un fatto «gravissimo» ha accusato i promotori del registro d’esser «retrivi» ed «oscurantisti»; da un lato teme una revisione della legge sull’aborto, dall’altro chiede che il partito censuri i compagni, dimenticatisi delle lotte della sinistra per i diritti delle donne, ed invoca per loro corsi d’indottrinamento. Sdegno è stato espresso anche da Rifondazione Comunista e dalla galassia “progressista” in genere, femminista e pro-choice, dall’Unione Donne Italiane a “Non una di meno”.