Sacerdozio femminile, la Germania torna alla carica: l’arcivescovo di Amburgo, mons. Stefan Hesse, lo scorso 19 agosto ha chiesto di aprire un dibattito sull’ordinazione delle donne, infischiandosene di quanto previsto in merito dal Magistero pontificio, stabilito e codificato in via definitiva già nel 1994 da Giovanni Paolo II nella Lettera apostolica Ordinatio Sacerdotalis, che al punto 4 recita : «Al fine di togliere ogni dubbio su di una questione di grande importanza, che attiene alla stessa divina costituzione della Chiesa, in virtù del mio ministero di confermare i fratelli, dichiaro che la Chiesa non ha in alcun modo la facoltà di conferire alle donne l’ordinazione sacerdotale e che questa sentenza deve essere tenuta in modo definitivo da tutti i fedeli della Chiesa». Parole chiarissime. Eppure, nessun richiamo, né tanto meno provvedimento è stato assunto nei confronti della posizione ribelle espressa in merito dall’arcivescovo Hesse, che, nella cornice del progetto di riforma del “cammino sinodale”, intrapreso in Germania, è membro anzi proprio del forum su “Donne nei ministeri e negli uffici della Chiesa”, dopo essersi distinto in passato per i suoi interventi sul cambiamento climatico e sull’immigrazionismo