È uscito ancora in periodo di lockdown, da allora sembra passata un’eternità, eppure si tratta in fondo di pochi mesi: Sotto il segno del pipistrello. Dentro la pandemia. Un diario rappresenta la cronaca dello stretto isolamento osservato durante l’emergenza Coronavirus dal suo autore, Gennaro Malgieri, uno che di cronaca se ne intende, essendo stato direttore del Secolo d’Italia, de L’Indipendente, consigliere d’amministrazione della Rai, nonché scrittore di numerosi saggi storici e politici e collaborando ancora oggi a diverse testate. Le pagine del volume consentono di rivivere una fase della pandemia, in cui – pur essendovi già sentori, per i quali era lecito ritenere che il peggio stesse passando – le giornate erano ancora sostanzialmente scandite dall’angoscia.

Per le restrizioni e per un futuro sempre incerto e doloroso. Con la consapevolezza di un problema ad un tempo personale e collettivo: «È come se la speranza fosse svanita», scrisse Malgieri in data 5 aprile. Per poi considerare: «L’inedia è l’anticamera della morte». Mentre imperano disillusione e timori, «siamo esseri umani, abbiamo creduto a tutto o quasi nel tempo della trionfante modernità, perfino all’assicurazione sull’avvenire che ci veniva promesso, perché non dovremmo cullarci nella prospettiva di una rinascita?». Da qui l’esortazione ad un sano realismo: «Non abbiamo altro che quel che vediamo, realizzato più o meno bene più o meno male, per continuare a vivere».