Si può votare a favore di una legge ingiusta al fine di impedire il varo di un’altra legge più ingiusta o di eliminarne una più iniqua già vigente? La risposta dell’autore è la seguente: non è mai moralmente lecito proporre, votare o dare in qualsiasi modo appoggio formale ad una legge ingiusta, anche perseguendo il fine eticamente lecito di limitare i danni ed anche se stretti da necessità. La norma legittimante un male morale è una legge ingiusta e mai si può dare il proprio voto a sostegno di una legge di tal natura.

L’uomo è chiamato sempre a compiere il bene, non sempre ad ottenere l’utile. Tommaso Scandroglio, che svolge attività di ricerca negli ambiti della legge morale naturale, della bioetica e della filosofia del diritto, si rivela con questo poderoso libro di oltre 400 pagine un degno allievo di Mario Palmaro (1968-2014), il filosofo del diritto che con tanta acutezza affrontò questo problema morale sempre più attuale. Lo studio di Scandroglio potrà essere di grande aiuto per affrontare tematiche come l’aborto, l’eutanasia, la fecondazione artificiale, le unioni omosessuali, in cui con il pretesto del male minore, si reclama il riconoscimento giuridico di teorie e pratiche contrarie alla legge divina e naturale. Un’ illuminante frase di Hanna Arendt, che apre il volume, ne riassume anche la tesi di fondo: «Coloro che scelgono il male minore dimenticano troppo in fretta che stanno comunque scegliendo il male».