Prosegue l’offensiva Lgbt d’indottrinamento mediatico delle nuove generazioni. L’operazione non è nuova, per la verità: si pensi, in passato, a casi quali l’episodio della fiction dal titolo C’era una volta, in cui Mulan rivelò il proprio amore – non corrisposto – per la Bella Addormentata oppure al merchandising “arcobaleno” distribuito dalla Disney in tutti i propri negozi per celebrare l’“orgoglio-gay” o ancora all’ospitalità concessa ai Gay Days annuali non ufficiali a Disneyland e Disneyworld…  Ma la Disney ha ormai da tempo fatto coming out aziendale, inficiando così la propria credibilità ed autorevolezza quanto meno nei confronti delle famiglie intenzionate ad educare i propri figli secondo la morale ed il diritto naturali.

Ora si ricandida, però, nel medesimo ruolo anche il canale televisivo americano per ragazzi CN-Cartoon Network, che già l’anno scorso aveva pubblicato un post, in cui augurava «a tutti un HAPPY PRIDE», incoraggiando nel contempo «tutti i fans Lgbtq+ ad essere orgogliosi tutto l’anno». Ebbene, anche nel 2020 ha deciso di riproporre la stessa solfa: Cartoon Network ha celebrato, infatti, a modo suo, lo scorso giugno, il «mese dell’orgoglio Lgbt», trasmettendo programmi ad hoc. Anche il sito web di Cartoon Network ha ospitato per l’intero mese un elenco di letture “a tema” consigliate, nonché una selezione di video delle serie animate Steven Universe e Craig of the Creek: il primo di questi video ha peraltro vinto uno dei premi Media Awards, assegnati dall’organizzazione Lgbt GLAAD.

Cartoon Network, originariamente, conquistò popolarità e pubblico, diffondendo tutt’altro, ovvero i classici della Warner Bros. Quel tipo di proposta, oggi, non esiste praticamente più. Il canale ha prodotto proprie serie, avventurandosi nella trattazione di temi vieppiù scabrosi: ad esempio, nel 2018 l’ultima stagione della serie, purtroppo di successo, Adventure Time ha presentato un bacio lesbico; nello stesso periodo, anche il personaggio di Steven Universe ha proposto un matrimonio tra donne. Da notarsi come, di recente, anche altri prodotti di animazione «per bambini» o «per tutti», ma di fatto con contenuti Lgbt, siano stati segnalati nelle programmazioni di Netflix e di Disney Channel. Occhio al telecomando, quindi!