«I genitori devono impiegare un’energia perseverante a far conoscere in modo assoluto il diritto che hanno di rifiutare i loro figli a quelle scuole nelle quali vi sia il pericolo che bevano il funesto veleno dell’empietà» scrisse Leone XIII il 10 gennaio 1890. Affermazione alquanto indicativa: a causa del Covid, milioni di studenti sono stati costretti a casa e molti genitori hanno iniziato a praticare l’homeschooling ovvero l’istruzione a casa per i propri figli, punto fermo di imprescindibile libertà per le famiglie, che desiderino trasmettere fede e valori sani.

Eppure, la persecuzione verso quanti scelgano l’homeschooling è una triste realtà: in Germania famoso è il caso della famiglia Romeikes, di nove figli, colpita da multe fino a quasi 10 mila euro, continue visite da parte della Polizia e minacce di sottrazione dei minori; proprio per questo chiese asilo agli Stati Uniti. In un primo momento, un giudice del Tennessee accolse in primo grado la loro richiesta, poi però ribaltata dalla Corte di Appello. Infatti, in Germania, il divieto di educare i propri figli a casa non è inteso come una violazione dei diritti umani. Temendo il rimpatrio, i Romeikes fecero appello alla Corte Suprema, che tuttavia non accolse la richiesta. L’espulsione però venne «sospesa a tempo indefinito», più per motivi burocratici che legali.