Enzo Bianchi, il fondatore della comunità sincretica di Bose, nata l’8 dicembre 1965, nel giorno, non a caso, in cui si chiuse il Concilio Vaticano II, è stato allontanato dalla Casa madre e rimosso il 13 maggio, giorno della Madonna di Fatima, per ordine della Santa Sede con decreto firmato dal Segretario di Stato, il card. Parolin, e l’approvazione del Papa, a causa di un «clima non fraterno», che si era andato creando dopo le sue dimissioni, avvenute nel gennaio 2017: è stato accusato di aver «continuato a imporre la sua autorità di fondatore, mettendo in difficoltà il suo successore, il priore fratel Luciano Manicardi».

Il monaco laico (non sacerdote) oggi viene tuttavia indicato da più parti, anche in casa cattolica, come valida ed autorevole guida spirituale. Diplomato in ragioneria, ha studiato Economia e commercio a Torino, poi si è ritirato a Bose, frazione abbandonata del Comune di Magnano, con l’intenzione di dare inizio a una comunità monastica… da qui la sua scalata al successo: riverito, onorato dagli organi ed enti cattolici, da vescovi e pontefici, Enzo Bianchi ha ricevuto innumerevoli premi e riconoscimenti, fra cui due laicissime lauree honoris causa in Scienze politiche e in Scienze gastronomiche.

È stato nominato esperto da Benedetto XVI a due Assemblee generali del Sinodo dei Vescovi, nel 2008 e nel 2012, consultore del Pontificio consiglio per la promozione dell’unità dei cristiani da papa Francesco nel 2014, poi nel 2018 uditore ad un’altra Assemblea episcopale e relatore al ritiro mondiale dei sacerdoti. Presente in ogni dove, sulle maggiori testate giornalistiche e in Tv, sui più gettonati palcoscenici accademici ed ecclesiastici, ha scritto centinaia di libri e ha guidato corsi di spiritualità sincretica in molteplici comunità religiose, manifestando una soggettiva religiosità fondata sul tutto e, dunque, sul nulla.