I testi sono chiari e non ammettono interpretazioni: il no alle ordinazioni femminili è definito e definitivo. Giovanni Paolo II ha fugato ogni possibile incertezza in merito con la Lettera Apostolica Ordinatio Sacerdotalis, laddove è scritto al n. 4: «Al fine di togliere ogni dubbio su di una questione di grande importanza, che attiene alla stessa divina costituzione della Chiesa, in virtù del mio ministero di confermare i fratelli, dichiaro che la Chiesa non ha in alcun modo la facoltà di conferire alle donne l’ordinazione sacerdotale e che questa sentenza deve essere tenuta in modo definitivo da tutti i fedeli della Chiesa».

Concetto, ribadito anche nella precisazione A proposito di alcuni dubbi circa il carattere definitivo della dottrina di Ordinatio sacerdotalis, firmata dal card. Luis Ladaria, Prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede. Si legge nel documento: «La Congregazione per la Dottrina della Fede ha ribadito che si tratta di una verità appartenente al deposito della fede». Non solo: «La Chiesa riconosce che l’impossibilità di ordinare delle donne appartiene alla sostanza del Sacramento dell’Ordine».

Eppure, c’è chi sembra non volersene fare una ragione e continua ad esercitare pressioni, affinché venga autorizzato ciò che non può esserlo. Nella diocesi di Friburgo, in Svizzera, per la prima volta è stata nominata Vicario episcopale una donna, Marianne Pohl-Henzen, benché si tratti di un ruolo tradizionalmente assegnato ad un sacerdote. Ora da Pohl-Henzen, 60 anni, sposata, madre di 3 figli e nonna di molti nipoti, dipenderà totalmente ogni questione attinente al clero diocesano. Secondo quanto riferito da Il Messaggero, «ha accettato l’incarico come un segno positivo, che porterà alla promozione delle donne nella Chiesa. Non ha nascosto la speranza che questo passaggio possa essere foriero di novità positive anche a Roma, dove si sta discutendo se aprire uno spiraglio al diaconato femminile».

Se ciò fosse vero, alla signora Pohl-Henzen non è evidentemente mai capitato di leggere la Lettera Apostolica Ordinatio sacerdotalis: ciò le avrebbe evitato errori ed interpretazioni ideologiche, frutto più di un femminismo d’antan che di una reale prudenza pastorale. Specie su questioni come questa, per la quale davvero vale il detto: «Roma locuta, causa finita».