Il 26 gennaio scorso è morto a Roma, alla soglia dei novant’anni, Duilio Marchesini (1930-2020), figura indimenticabile della destra cattolica italiana, romana, soprattutto negli anni tempestosi della Rivoluzione del Sessantotto. Marchesini, che era il leader cattolico nell’ORUR, l’organismo rappresentativo degli universitari de La Sapienza di Roma, reagì con energia alle prevaricazioni dei sessantottini, affrontando con la parola e con l’azione, assieme a Giancarlo Scafidi, i gruppi più facinorosi dell’estrema sinistra.

Fu più volte ferito e arrestato, pur essendo la vittima di circa cento aggressioni e, con Scafidi, passò diversi mesi nel carcere romano di Regina Coeli, dove divenne popolare ed amato tra i detenuti e le guardie carcerarie per la sua umanità e carità cristiana. Con uguale determinazione affrontò i protagonisti della Rivoluzione post-conciliare a Roma, a cominciare dall’ex-abate benedettino Giovanni Franzoni. Il volume appena pubblicato, in seconda edizione, dall’editore Marco Solfanelli, rievoca queste vicende che Marchesini e Scafidi vissero con generosità e spirito militante. Il volume non è solo ricordo e storia del passato, ma anche insegnamento per il presente, soprattutto per i giovani, ignari della nostra storia.