Su Francesco II di Borbone sono state scritte varie biografie: questa di Gigi Di Fiore, redattore del quotidiano napoletano Il Mattino, si incentra non sul breve periodo del Regno (ventuno mesi tra il 22 maggio 1859 e il 14 febbraio 1861), bensì sul periodo dell’esilio, che durò per 33 anni, fino alla morte avvenuta ad Arco di Trento il 27 dicembre 1894.

Un uomo coerente (rifiuta il risarcimento offerto dai vincitori in cambio del riconoscimento della nuova dinastia) e colto (conosceva tre lingue, aveva interessi archeologici e storici), visse prima a Roma (nella speranza di poter ritornare sul proprio Trono) e quindi a Parigi, sentendosi sì liberato dal peso della riconquista del Trono, ma sempre attento alla situazione politica internazionale. Passò gli ultimi mesi vivendo semplicemente ad Arco di Trento e solo al momento del funerale la popolazione locale si rese conto di chi fosse quel “signor Fabiani”, che andava quotidianamente a Messa e che vedevano passeggiare assieme ai Principi asburgici.

Fu sepolto inizialmente nella stessa cittadina, per essere spostato a Trento all’inizio della prima guerra mondiale, quindi riportato ad Arco, traslato nel 1934 assieme alle spoglie di Maria Sofia e della loro unica figlioletta, la principessa Maria Cristina Pia, a Roma nella chiesa di Santo Spirito dei Napoletani a via Giulia, e quindi definitivamente tumulato nel 1984 nel “pantheon” dei Borbone Due Sicilie nella basilica di Santa Chiara a Napoli.