Peter Stiegnitz fu docente universitario a Budapest e funzionario presso la Cancelleria Federale d’Austria. Nel 2016, a 80 anni, ricevette una decorazione al merito dal Gran Maestro della Gran Loggia d’Austria, Georg Semler, che l’anno seguente, al discorso funebre, lo definì «un grande» massone. Scrisse Die Luzifer-Methode, che è tutto un elogio a Lucifero: fu stampato col sostegno del Ministero Federale della Scienza e della Ricerca in Vienna e del Dipartimento Culturale della Città di Vienna, Promozione della Scienza e della Ricerca.

Secondo Stiegnitz, Lucifero sarebbe il figlio più giovane del diavolo e fratello di «Beelzebub», ma mentre Beelzebub dirigerebbe il male, Lucifero invece, per incarico ricevuto da Dio, sarebbe il diffusore della Luce e della Conoscenza tra gli uomini. Inoltre, Stiegnitz sostiene che «Beelzebub» sia maschio, invece «Luzifer» sarebbe versatile. «Gli ottusi satanisti» non avrebbero nulla in comune con Lucifero, demonizzato dagli uomini, benché adori Dio, ami l’Uomo ed insegni il suo metodo, che sarebbe la dualità ossia la necessità degli opposti, che consentono la conoscenza e lo sviluppo. Tuttavia, se Stiegnitz da un lato non vuol identificare Lucifero con Satana, dall’altro riconosce che Lucifero è diavolo e che il diavolo è Satana.

Non solo: Stiegnitz ritiene che la religione sia un’opera puramente umana, che le religioni monoteiste temano Lucifero e che Chiesa e Loggia siano incompatibili. Il Luciferismo intellettuale di Stiegnitz non è un caso isolato nella Massoneria austriaca, bensì, da secoli, una sorta di tradizione iniziatica.