Come si diventa “Dottore della Chiesa”? Il percorso per accedere a tale riconoscimento, che nel corso della storia è stato conferito dalla Chiesa soltanto a trenta santi e quattro sante, che hanno mostrato particolari doti di illuminazione per fedeltà, è particolarmente complesso e deve dimostrare che la loro eminente dottrina, divulgazione o riflessione teologica rifugge dagli errori, illumina le tenebre, risolve i dubbi e rende comprensibili quei passi delle Scritture, che potevano sembrare enigmatici, mantenendo l’ottimismo della fede e della speranza.

Il volume scritto da padre Paul Bernhard Wodrazka, membro della Congregazione dell’Oratorio di San Filippo Neri di Vienna, con prefazione dell’arcivescovo di tale città, il card. Schönborn, costituisce la prima panoramica completa sul procedimento normativo, che porta al conferimento del titolo di Dottore della Chiesa da parte della Congregazione per le Cause dei Santi. Il testo aiuta il lettore a scoprire la ricchezza di questo titolo ed offre per la prima volta una panoramica completa del complesso procedimento che porta al suo conferimento, attingendo dalla moltitudine di norme reperibili in diverse fonti canoniche o corrispondenti alla prassi operativa della Chiesa Cattolica.

I primi quattro Dottori furono Gregorio Magno, Agostino d’Ippona, Girolamo e Tommaso d’Aquino, elevati a tale rango da Bonifacio VIII nel 1295. Gli ultimi, elevati da Pontefici postconciliari, sono stati Teresa d’Ávila e Caterina da Siena (1970), Teresa di Lisieux (1997), Giovanni d’Avila e Ildegarda di Bingen (2012), Gregorio di Narek (2015). Per altri è in corso la causa: ad esempio per il beato Raimondo Lullo, terziario francescano e martire, e per il cardinal Henry Newman.