L’ideologia comunista avanza in Europa. Dopo la Spagna, una nuova bandierina “rossa” è stata conficcata in un altro Stato a forte tradizione cattolica, l’Irlanda. Qui i risultati delle elezioni parlamentari, svoltesi lo scorso 8 febbraio, hanno purtroppo registrato un significativo rafforzamento dell’estrema sinistra, rappresentata da ben cinque liste (Sinn Fein, Verdi, Solidarietà-Popolo prima del profitto, Indipendente per il cambiamento, Partito dei lavoratori). Insieme hanno totalizzato il 34,7% dei voti e rappresentano in questo momento la forza progressista più solida d’Europa, presenza rafforzatasi peraltro proporzionalmente alla scristianizzazione del Paese.

I loro programmi non promettono alcunché di buono. Il Sinn Fein, ad esempio, è un partito fortemente filo-abortista e filo-Lgbt. Inoltre, il governo progressista guidato in Irlanda da Leo Varadkar, primo premier dichiaratamente omosessuale ed anti-cattolico, si è distinto per aver introdotto le “nozze” gay, facilitato il divorzio e cancellato il reato di blasfemia, tutti provvedimenti approvati a colpi di referendum.