In Argentina è stato respinto l’appello presentato dal dottor Leandro Rodriguez Lastra, primario di Ginecologia presso l’ospedale Pedro Moguillansky di Cipolletti (Rio Negro), dopo la pesante condanna ricevuta in primo grado. Il medico si era rifiutato di praticare l’aborto ad una 19enne giunta alla 23ma settimana di gravidanza: la giovane, presentatasi in ospedale con dolori fortissimi al ventre, aveva sostenuto di esser stata violentata e di aver ricevuto da un’organizzazione femminista, La Revuelta, una pillola abortiva a base di misoprostolo, fornitale sottobanco. Il dottor Lastra, temendo un’infezione, ha somministrato alla giovane un farmaco anti-contrazioni e l’ha convinta a proseguire la gravidanza: un cesareo in quelle condizioni avrebbe comportato un rischio gravissimo tanto per lei quanto per il figlio in grembo. Figlio poi nato in ottima salute con parto indotto a scadenza naturale e dato in adozione. Saputa la notizia, però, la deputata Marta Milesi, pediatra e militante abortista, ha immediatamente denunciato il medico.

Lo scorso 11 marzo il ricorso del dottor Lastra è stato definitivamente affondato da due giudici d’Appello su tre, giudici che hanno confermato la condanna di primo grado a 14 mesi di reclusione con la sospensione condizionale della pena ed a 28 mesi di esclusione dal pubblico impiego. Uno dei giudici, che han votato contro il dottor Lastra, Miguel Angel Cardella – le cui posizioni abortiste sono più che note –, ha accusato l’imputato di non aver rispettato «l’autonomia personale» della giovane e d’aver esercitato su di essa delle «violenze cliniche e sessiste».

Altrettanto radicale il parere di un altro giudice, Maria Rita Custet Llambí, che ha accusato il sanitario di avere ancora «una visione patriarcale», che lo avrebbe condotto a violare i «diritti riproduttivi» della donna. Eppure, grazie a lui, quella creatura e sua madre sono vive. Si badi come nessun procedimento, dicasi nessuno sia stato viceversa avviato nei confronti dell’organizzazione La Revuelta, che da anni distribuisce illegalmente farmaci abortivi a chiunque, incredibilmente senza conseguenze sul piano giuridico.