Come rispondere agli slogan che oggi intendono cambiare la dottrina di sempre della Chiesa? Ci sono due modi: o abbandonare le chiese intossicate dal cosiddetto «spirito del Concilio» oppure cercare di convincere i «preti di strada» che il Concilio non ha mai detto quello che essi pretendono. Quindi tutte le sbracature ed i cambiamenti arbitrari nella liturgia, nella morale, nella teologia e nella pastorale, in una parola quell’eccessivo adeguamento al mondo, che ha svuotato i seminari e diradato le presenze a Messa, può essere combattuto, spingendo affinché l’8 per mille non venga più versato alla Chiesa cattolica, applicando i consigli di questo agile libretto, che può essere letto come un «manuale di guerriglia».

Scritto da un sacerdote con lunga esperienza come vice-parroco, ribadisce punto per punto agli abusi della liturgia modernista imperante, dall’abolizione delle processioni allo scarso valore annesso alla distribuzione delle ostie, dall’ecumenismo ai presepi che «offendono i non credenti», dall’abito talare ai paramenti dell’altare. In ogni caso, sbatte in faccia a parroci e consiglieri laici modernisti i documenti conciliari, che dicono cose ben diverse da quelle che lo «spirito del Concilio» ha preteso di dire. Certo, è un po’ come attraversare un quartiere malfamato armati di codice penale per dimostrare ai malintenzionati che rapine ed altro tipo di violenza sono espressamente vietati dalla legge, illudendosi di convincerli: ma forse vale la pena tentare.