Drammatici i dati del bilancio demografico 2018 in Europa, da poco diffusi: i nati vivi sono stati 7.307.685 in Europa, un altro 3,4% in meno rispetto ai 7.564.333 del 2017. Si tratta della cifra peggiore registrata tra il 1953 ed il 2018, con l’unica eccezione del 1999, quando si toccò proprio il fondo, col record negativo di 7.205.000 nati vivi.

Il conto si riferisce a 44 dei 45 Paesi europei, escludendo dal computo solo Cipro del Nord, che dal 1974 è occupata dalla Turchia. Tenendo conto che alla cifra complessiva contribuiscono anche i nati delle famiglie immigrate, è evidente come ci si trovi di fronte ad un impressionante crollo demografico, specie a fronte dei decessi, cresciuti ulteriormente dello 0,6% rispetto al 2017 e giunti a quota 8.173.525, record assoluto negli ultimi quattro anni. Non solo: il numero di nascite nel 2018 ha raggiunto il proprio punto più basso dal 1945 in ben 13 Paesi europei, tra i quali l’Italia, oltre all’Albania, Bosnia-Erzegovina, Bulgaria, Finlandia, Grecia, Lituania, Macedonia settentrionale, Moldavia, Paesi Bassi, Romania, Serbia ed Ucraina. In Europa, più che di “inverno demografico», sarebbe corretto parlare di autentica ecatombe.