L’opera liturgica realizzata dal Concilio di Trento e dai Papi successivi fu la canonizzazione del culto romano per come aveva preso forma nel corso del Medioevo. L’autore ha scelto di focalizzare la sua attenzione sul periodo posteriore a questa canonizzazione, tracciando una panoramica approfondita che va da Pio V a Giovanni XXIII.

La parte iniziale del presente lavoro è dedicata allo studio della Messa romana a partire dalle sue origini, nell’ultima, si sottolinea invece la stupefacente sopravvivenza, dopo il Vaticano II, del messale tridentino, che è poi arrivato a essere definitivamente riconosciuto dall’autorità romana. L’autore giunge infine alla conclusione che la storia del messale tridentino è ancora ben lontana dal poter essere archiviata.

Questo lavoro costituisce dunque un compendio, il più completo possibile, di una storia liturgica di cui la linearità generale prelude a stupefacenti nuovi sviluppi. Vanno sottolineati alcuni temi particolarmente significativi, come la disamina dei rapporti intercorsi tra la nascente liturgia cattolica e il culto ebraico: sono illuminanti le considerazioni svolte dall’autore sui legami, ma anche sull’autonomia e indipendenza delle forme liturgiche cristiane rispetto a quelle giudaiche, che – dopo la distruzione del tempio e la diaspora – si sono formate contemporaneamente, cosicché va ridimensionata l’idea che le seconde abbiano costituito l’origine delle prime.