Accade a Cremona: proprio qui lo scorso 5 agosto, nel corso dell’Arci Festa, le drag queen Priscilla e La Notte Brilla hanno proposto «Racconti senza barriere» ovvero narrato – come recita la locandina – «fantastiche storie» per bambini. E, quel che è peggio, il tutto nell’ambito di una manifestazione, che gode anche quest’anno del patrocinio e della collaborazione del Comune. Immediata la reazione da parte dell’opposizione in consiglio municipale: «Sono questi i riferimenti della Sinistra per la crescita dei nostri figli?» si è chiesto Alessandro Zagni, consigliere comunale della Lega, ponendo un problema serio, quello del rischio di indottrinamento.

Imperturbabile, la giunta Galimberti al governo di Cremona ha ribadito il proprio sostegno all’Arci Festa, non ritenendo di dover entrare «nello specifico del programma di ogni singola iniziativa prevista». Come mai, viceversa, fu proprio l’attenzione ai programmi quanto invece preteso dal Pd, oggi in maggioranza, quando il Comune, quattro anni fa, concesse il patrocinio al convegno sull’«Ideologia gender fra scuola e famiglia», promosso in collaborazione con l’allora Ufficio per la Pastorale Familiare della Diocesi? Due pesi e due misure? Di certo, il fatto che il patrocinio all’Arci Festa sia a costo zero per l’ente non significa nulla. Un’iniziativa non diventa moralmente buona o cattiva, a seconda che sia gratis o meno. Il punto di partenza, almeno per un’amministrazione pubblica, dovrebbe essere un altro.