È inutile negarlo, dopo la crisi di inizio millennio, il termine economia evoca più lo spettro della miseria, delle forbici della ricchezza che si allargano, il volto feroce dell’economia globalizzata, gli sciacalli della finanza, le trappole delle banche, i trucchi dei poteri forti, le insidie dell’Europa egoista e arrogante, le truffe bancarie degli Stati Uniti.

In un mondo piegato al dio denaro, esiste però una strada virtuosa per coltivare la crescita personale ed economica del cittadino, delle famiglie e delle imprese: un percorso orientato dalle stelle polari della solidarietà, della partecipazione e della sussidiarietà, in cui l’ancoraggio ai grandi valori incarnati dalle massime autorità morali, a cominciare dalla Chiesa cattolica, deve essere il punto di partenza.

Le riflessioni del senatore Riccardo Pedrizzi suonano come una denuncia del vuoto etico che domina i mercati e che scarica a pioggia i suoi effetti sui soggetti più deboli, ma forniscono anche uno strumento costruttivo per cercare soluzioni ai grandi quesiti posti dall’economia dell’anarchia e del “laissez faire” selvaggio.

Dalla centralità della famiglia alla dottrina sociale della Chiesa, dai temi dello sviluppo solidale, alla necessità di ritrovare uno spirito identitario nazionale ed europeo fino ai richiami etici alla finanza che ci avvolge e spesso ci sfrutta, ecco un “manuale” di sopravvivenza civile per chi crede che il Pil non sia solo un numeretto con decimali, ma il resoconto finale dell’eterna lotta tra la caccia spasmodica al profitto e la ricerca del benessere.