Cos’altro si potrebbe dire o scrivere sul Sessantotto che non sia già stato detto o scritto da qualcun altro? La maggior parte delle persone è convinta di sapere tutto sulla questione. Inutile dire che la maggior parte delle informazioni sull’argomento, cui è possibile attingere con maggior facilità, provengono da fonti che definire «non del tutto attendibili» potrebbe sembrar poca cosa, trattandosi delle testimonianze di coloro che il Sessantotto l’hanno promosso ed esaltato come «segno dei tempi» o che nutrono una certa simpatia per questo fenomeno.

Danilo Fabbroni, raccogliendo e interpretando testi inediti o poco noti in Italia, ricostruisce la trama nascosta, intricata e imprevedibile della controcultura internazionale, ricomponendo l’inquietante puzzle degli ambienti libertari ed “alternativi” e rivelandone i mandanti nell’ombra e gli occulti ispiratori.

Fabbroni indica non soltanto gli attori, ma soprattutto i registi e i produttori del tragico show planetario che, lungi dall’essere stato un fenomeno spontaneo, ha inquinato con i suoi veleni mortali il mondo d’oggi. Ed in una vertiginosa ricostruzione delle autentiche ragioni di quella rivolta, dimostra come essa sia stata progettata e diretta da un tenebroso potere, che, con demoniaca intelligenza, in nome di valori in apparenza contrari, ha manipolato e asservito la società contemporanea. Lasciandole, come funebre eredità, la disperazione e la morte che ci circondano.