In India il ministro fondamentalista Pratap Chandra Sarangi, ha pubblicamente paragonato le conversioni al Cristianesimo alla prostituzione, all’«abuso sessuale» ed andrebbero, secondo lui, perseguite come «un crimine ed un atto disumano». A suo giudizio, avverrebbero dietro la promessa di un compenso oppure con la forza, senza però che in tutto il Paese un solo caso del genere sia mai stato accertato, né dimostrato.

È bene ricordare come il ministro Sarangi abbia sempre respinto l’accusa d’esser stato coinvolto nell’omicidio di un missionario australiano, compiuto materialmente da un membro del gruppo Bajrand Dal, di cui all’epoca Sarangi era il capo territoriale. L’interessato ha sempre liquidato i sospetti, definendoli fantasie «di un pazzo»: tuttavia, lui appartiene ad una corrente indù definita intollerante nei confronti delle minoranze, discriminate e minacciate.