In Olanda Sinistre, ambientalisti e liberali all’attacco: pretendono un inasprimento della sanzione per chiunque contragga matrimonio religioso prima di quello civile. In merito è stato presentato un disegno di legge, che prevede per i trasgressori una multa di 4 mila euro o, in alternativa, una condanna a sei mesi di carcere.

La norma amplia quanto già previsto dall’art. 68 del Codice civile olandese, estendendone gli effetti anche sugli sposi e sui loro testimoni; il provvedimento, per il quale i nubendi devono essere entrambi maggiorenni, verrebbe introdotto per evitare abusi nella comunità islamica, quali poligamia, nozze forzate o con minorenni, per cui dovrebbe essere approvato da un’ampia maggioranza parlamentare, senza incontrare ostacoli. I conti tuttavia non tornano…

Anche in Italia poligamia, nozze forzate o con minorenni sono sempre state vietate e contrastate efficacemente. Sono bastate le leggi concordatarie per questo. Non solo: di per sé anteporre il matrimonio civile a quello religioso non basta a scongiurare illeciti, poiché quel che poi accada in una moschea o in un centro culturale islamico, del fatto che cioè vi si celebrino o meno altre, nuove unioni, non è detto che all’esterno si abbia notizia.

Quel che è certo è che tale mossa crea viceversa seri problemi di carattere morale in casa cattolica (e non solo), tali da costringere quanti desiderino aderire in pieno alla Dottrina ad organizzare le proprie nozze in modo tale che cerimonia civile e religiosa differiscano solo di qualche ora. Diversamente potrebbe facilmente insorgere col tempo la falsa convinzione che sia sufficiente, per dirsi sposati, esserlo di fronte allo Stato, rinunciando al Sacramento o rinviandolo sine die specie in un contesto di lassismo spirituale quale l’attuale.