È lecito chiedersi, in un clima “religiously correct”, se sia possibile criticare la suicida politica di accoglienza imposta dall’Onu, attuata da Ong finanziate da uomini privi di scrupoli come Soros, supinamente accettata dai governi europei e dalla Chiesa stessa? Il flusso delle odierne migrazioni afro-asiatiche nel vecchio continente non sta mirando di fatto (se non nelle intenzioni) alla definitiva sostituzione etnica dei popoli europei?

Dopo la caduta e l’islamizzazione di Costantinopoli (1453) è giunto il momento che cada anche Roma? Per rispondere a tali quesiti l’autore, docente di Storia nei licei, analizza i rapporti tra Cristiani e musulmani dal punto di vista religioso, perché questo è l’unico modo per comprendere il perché del continuo scontro tra due diverse concezioni del mondo. Le stesse Crociate non furono, infatti, questioni di espansione territoriale o di conquista di nuovi mercati, bensì lo scontro tra due religioni che sono necessariamente (lo sono state e sempre lo saranno) in contrasto fra di loro.

È, dunque, urgente e indispensabile prendere coscienza del fenomeno e sapere agire, reagire e interagire nei modi appropriati. Quella di Michele Antonino Crociata è quindi un’opera che merita di esser fatta propria da tutti coloro, che avvertono la gravità dei dinamismi dell’evento, e che, inoltre, suggerisce soluzioni che senza dubbio vanno tenute in grande considerazione per confutare quelle interpellanze della storia asservite alle preoccupanti pretese del tempo presente.