Mentre in passato la morte costituiva la cessazione di tutte le funzioni vitali dell’organismo con l’introduzione del criterio della morte cerebrale essa è determinata dalla cessazione definitiva, o presunta tale, anche delle sole funzioni cerebrali. Dunque, sulla base dei nuovi criteri di accertamento della morte è possibile praticare l’espianto degli organi a cuore battente e togliere i supporti vitali ad un paziente dichiarato cerebralmente morto, in quanto assimilabile a quel punto ad un cadavere.

Una donna 26enne portoghese, campionessa di canoa, era rimasta vittima di un grave attacco di asma, mentre era incinta alla 19a settimana di gestazione. Cosicché i medici decisero di indurle il coma farmacologico allo scopo di farle proseguire la gravidanza. In seguito venne dichiarata morta cerebralmente, ma la gravidanza proseguì e la giovane donna diede alla luce un bimbo. Per la mamma però non ci fu niente da fare e morì due ore dopo il parto a causa del deterioramento delle sue condizioni respiratorie.