La Rizzoli pubblica un altro romanzo di Louis de Wohl (1903-1961), tedesco di padre ungherese e madre austriaca, che, dopo essere fuggito dalla Germania hitleriana nel 1935, si dedicò alla scrittura. Infiammare ogni cosa narra la vicenda terrena di San Francesco Saverio, dai giorni trascorsi come studente a Parigi all’incontro decisivo con Ignazio di Loyola fino ai suoi viaggi come gesuita.

La sua biografia è avventurosa come un romanzo: i primi tentativi frustrati di partire per Gerusalemme, la fondazione a Roma di un nuovo Ordine, la Compagnia di Gesù; poi finalmente la benedizione della Corte reale portoghese per il primo pellegrinaggio in India, raggiunta attraverso un terribile viaggio in nave approdato inizialmente sulle coste del Mozambico.

Con la capacità narrativa che lo ha reso famoso in tutto il mondo, de Wohl ci trascina tra Goa, Malesia e Giappone lungo il percorso missionario di Francesco Saverio, che terminò la sua vita nella piccola isola cinese di Sancian. Una vicenda intensa, che sulle orme di una fervente passione religiosa racconta l’Oriente misterioso e affascinante del Cinquecento.

«Se non fosse un santo – scrive un critico di S. Francesco Saverio – si potrebbe pensare ad un coraggiosissimo avventuriero che ha affrontato tutto con uno spirito impossibile ed inimmaginabile tanto da risultare pazzo per coloro che aveva vicino. Invece era proprio un santo e in virtù della grazia a reso possibile l’impossibile e reale l’inimmaginabile. Fu un perfetto realista: cercava l’impossibile».