Esiste una vera e propria “leggenda nera” anticattolica (anzi, a dire il vero, la leggenda nera per eccellenza, la leyenda negra antispagnola, nasce e si sviluppa proprio in quanto anticattolica, creata e diffusa da ambienti protestanti inglesi). Ma la “leggenda nera” francese, per certi versi, non è da meno. Prendiamo la famosa notte di S. Bartolomeo (tra il 23 ed il 24 agosto 1572), presentata come una sanguinosa trappola tesa ai protestanti: nessuno ricorda che, fino ad allora, con «strage di S. Bartolomeo» si ricordava un altra tragico evento, compiuto tre anni prima nella stessa notte agostana.

Allora furono massacrati i prigionieri cattolici, inermi ed indifesi, che si erano arresi con la promessa di aver salva la vita dopo la battaglia Orthez (18 agosto 1569): trasferiti a Pau, sei giorni dopo vennero tutti massacrati dagli ugonotti «per festeggiare il successo» (p. 172). Elena Bianchini Braglia, già autrice di numerosi saggi “controstorici” che si fanno leggere con la passione di un romanzo, parte dalla ferrarese Anna d’Este (1531-1607) per raccontare l’altra faccia della medaglia delle guerre di religione francesi: ugonotti violenti e blasfemi, nei cui confronti la corte e soprattutto Caterina de’ Medici, solo formalmente cattolica, ma la cui politica fu sempre rivolta alla pacificazione, al compromesso.

E la stessa strage di S. Bartolomeo doveva, nelle intenzioni del Re, consistere nella sola eliminazione dei capi ugonotti: fu il popolo parigino, stanco delle continue vessazioni dei protestanti, che interpretò le parole del re «Uccideteli tutti» come un invito a vendicarsi di anni ed anni di continue vessazioni. Una storia quasi mai raccontata, che ora viene finalmente resa nota.