Gaeta, novembre 1860: all’alba dell’Unità d’Italia, la città è stretta dalla morsa d’assedio delle truppe piemontesi. In aiuto del giovane re Francesco accorrono i rampolli dell’aristocrazia europea. Tra costoro vi è una giovane contessina francese, che intende realizzare un sogno di indipendenza personale, aderendo ad una causa irresistibilmente romantica. Con la complicità del coraggioso colonnello Theodule de Christen, la ragazza prenderà parte ad alcune vicende militari a Gaeta e nello Stato Pontificio insieme alla banda di Chiavone.

Maria Scerrato utilizza la forma-romanzo per raccontare in maniera avvincente uno dei più controversi periodi della storia d’Italia; sotto l’aspetto della letteratura, l’autrice compie una riflessione sul legittimismo, sull’aiuto dell’aristocrazia europea all’aggredito Regno delle Due Sicilie ed i rapporti dei “borbonici” con il brigantaggio. Se è pur vero che l’intrepida eroina è una protagonista di fantasia, autentici e fedelissimi sono lo sfondo storico, i luoghi, le vicende e tutti i personaggi coinvolti, come si desume dal saggio storico che completa l’opera, a firma di Fernando Riccardi.