La data di nascita della “riforma” protestante viene individuata nel 1517, e precisamente al 31 ottobre, giorno in cui Lutero affisse le sue 95 tesi alle porte della chiesa del castello di Wittenberg. Ma il pensiero dell’agostiniano ribelle non nasce dalla sera alla mattina, bensì si sviluppa nel tempo.

Partendo da questa constatazione, il volume descrive antecedenti e inizi della “riforma” protestante con un’analisi sistematica dei primi testi di Lutero, in parte mai tradotti in italiano. Le ampie citazioni aiutano a capire quello che il monaco ribelle ha veramente detto e scritto e consentono di approfondire il suo pensiero e le sue motivazioni, strettamente legati alla sua crisi spirituale.

Lo studio si deve ad Ermanno Pavesi, svizzero, psichiatra, docente universitario, autore di numerosi articoli e di alcune significative pubblicazioni, tra le quali Poco meno di un angelo. L’uomo solo un frammento della natura? (D’Ettoris, 2016): attivo in varie organizzazioni cattoliche, dal 2010 è segretario generale della Federazione Internazionale delle Associazioni dei Medici Cattolici.

Pavesi sottolinea come le opere giovanili, lungi dall’essere ininfluenti sul percorso di Lutero, rivelino già il suo animus preconcetto e radicalmente ostile al Cattolicesimo ed in particolare al Papato e che troverà un humus favorevole nella cultura tedesca (interessata più a un distacco politico che a sottili distinguo teologici, ma comunque ben pronta ad appropriarsene per i propri fini mondani).

Lo studioso denota anche la faziosità del monaco spretato, che continuò con accanimento il proprio attacco alla Chiesa, ripagando di mala moneta l’indulgenza del Papa. Dalla lettura del volume si conferma – per citare quanto scrive nell’introduzione Oscar Sanguinetti – l’impossibilità di recuperare la figura di Lutero, come purtroppo molti, evidentemente per ignoranza dei fatti, cercano di fare anche all’interno della Chiesa cattolica.