«Il popolo cristiano ha sempre amato i racconti della vite dei santi, assimilandoli come una continuazione del Vangelo, anche se, a volte, le narrazioni risentono troppo della diversa sensibilità spirituale, culturale e teologica dei singoli e autori. Per molti secoli si sono privilegiati gli aspetti miracolosi e l’abbondanza dei prodigi; recentemente si è più attenti alla documentazione storica e alla critica delle fonti. In ambedue i casi, il rischio può essere quello di oscurare il “dialogo d’amore” che sta all’origine e nel cuore di ogni esperienza di vera santità».

Così padre Antonio Maria Sicari, nella sua introduzione, presenta Benché sia notte di Mario Iannaccone, la prima biografia critica in lingua italiana di san Giovanni della Croce (1542-1591), fondatore dell’Ordine dei carmelitani scalzi.

Scritta sulla base di tutti i documenti della Positio, esamina tanto gli aspetti biografici quanto l’opera letteraria. Con Teresa d’Avila e Ignazio di Loyola, Giovanni della Croce – oggi Dottore della Chiesa – è uno dei grandi santi del Rinascimento spagnolo. Figura complessa e santo dottissimo, la sua vita presenta aspetti rocamboleschi con imprigionamenti e fughe avventurose, accuse ingiuste e l’esilio. Fu soprattutto un sommo mistico, che parla all’uomo di tutti i tempi, ma anche affaccendato ad aiutare i poveri del suo tempo, a guidare anime verso la perfezione cristiana, a fondare conventi.